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September 26
COSA AMO
- pensare con la mia testa
- i vizi
- i libri
- gli sms di buongiorno
- i baci
- girare per negozi
- i gatti
- l amicizia vera
- i grandi amici
- la cioccolata con ripieno alla menta
- oscar wilde
- la buona musica
- parlare con persone interessanti
- scrivere
- i vecchi film
COSA ODIO
- la tv
- l ignoranza
- l ipocrisia
- i perbenisti
- gli squilli anonimi
- i falsi amici
- i film d'amore
- le persone superficiali
- i loghi
- chi si arrende facilmente
- chi non ragiona con la propria testa
- chi non arriva subito al dunque ma gira intondo ai discorsi
- il caffe'
- le persone superficiali
   1999 reduced_web.jpg) Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons. September 23
il tempo, io credo, non è una cura al dolore.
Con il tempo siamo in grado di modificare il nostro pensiero e il nostro agire, colorato dalle esperienze vissute.
Mai si dimentica. Ma si impara a convivere.
Purtroppo ce ne vuole molto di più di tempo, quando il dolore non è in relazione ad uno stato che abbiamo scelto.
Nell’amore si è lasciati o si lascia. Ma non solo. A volte capita di doversi lasciare.
Per decisione altrui. Per responsabilità sociale personale. Per questo ci vuole più tempo.
Ma non devi sentirti martire. Né voler il riconoscimento della tua azione.
Quando si è madri, si è disposti a dar via la propria vita per la felicità del figlio.
Io credo che l’amore è un dono, a volte egoista, che facciamo verso noi stessi e verso chi amiamo.
Quando ti sentirai libera, felice, indipendente, sicura delle tue scelte, quando forse un giorno tuo
figlio ti dirà che non ha più bisogno completamente di te, quando sarai in pectore pronta ad
affrontare le tue ambiguità, a voler materializzare le tue speranze, a dover tener conto solo
ed esclusivamente del tuo sorriso, allora forse sarà trascorso il tempo necessario perché tu non debba più soffrire.
Ognuno di noi deve compiere un percorso. Ed io credo fortemente, che è più fortunato chi deve affrontare molti ostacoli.
Perché il senso di completezza che dà l’aver vissuto appieno la propria vita, nemmeno il più grande amore riesce a donartelo.
Ma è pur vero che non esisterà mai un grande amore, che non porti con sé una innumerevole dose di sofferenza e desiderio.
La felicità è il rovescio delle lacrime. Una moneta è abituata a cadere ogni volta da un lato differente.
Rimanere in bilico è raramente credibile, se non nel ripetere esponenzialmente il divenire
del caso. Le molteplici e mutevoli esperienze, fanno sì che ad ogni alzata di spalle,
corrisponda una notte di sereno e meritato riposo. Decidi quindi del tuo destino, senza paure di sbagliare.
Solo così aiuterai il tempo ad essere una cura.
Solo essendo convinta della strada da percorrere potrai attendere che quel senso di vuoto
venga riempito dai respiri che giorno dopo giorno produrranno vitale ed efficace esperienza.
Che è vita. Che è amore.
Alla faccia di chi giudica “amore” ciò che è lineare, scontato, perfino noioso.
Forse nei film, quelli che passano su qualche rete minore nelle prime ore del pomeriggio.
La vita invece è in prima serata.
Almeno credo…
...WishList...
Vorrei che qualcuno mi leggesse le favole
Vorrei saper cucinare
Vorrei saper nascondere meglio quello che provo. Vorrei saper esternare meglio quello che provo. Vorrei essere meno passionale Vorrei essere una bambina. Vorrei essere una donna. Vorrei essere più forte. Vorrei dimenticare. Vorrei ricordare. Vorrei sognare
Vorrei saper nuotare
Vorrei non aver la sensazione di aver visto gia tutto
Vorrei partire e non tornare più. Vorrei altri gatti Vorrei essere più ordinata Vorrei essere meno maldestra.
Vorrei smettere di violentarmi per farmi accettare
Vorrei 1o anni di più. Vorrei 1o anni di meno. Vorrei vedere il futuro
Vorrei che fosse sempre estate
Vorrei non esser cosi coccolona
Vorrei non affezionarmi alle xsone
Vorrei essere gelosa
Vorrei saper esser vendicativa qualche volta
Vorrei non invecchiare mai
Vorrei aver rischiato di meno in passato. Vorrei aver vinto qualche volta. Vorrei trovare il coraggio di morire per la mia vita. Vorrei una mia famiglia. Vorrei poter leggere nella mente degli altri
Vorrei che nella vita non vincessero sempre i cattivi
Vorrei che nei film non vincessero sempre i buoni
Vorrei non essere cosi speciale
Vorrei cambiare il mondo
Vorrei non essere un libro aperto per chi mi guarda negli occhi
Vorrei non arrossire
| P
| Playful
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| E
| Enjoyable
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| R
| Refreshing
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| L
| Luscious
|
| A
| Appealing
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| N
| Nerdy
|
| A
| Astonishing
|
| T
| Trustworthy
|
| U
| Unforgettable
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| R
| Radiant
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| A
| Appreciative
|
| L
| Lively
|
| E
| Emotional |
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons. September 20 
My Immortal
Sono così stanco di trovarmi qui Oppresso da tutti i miei timori infantili E se devi andare via Desidero che te ne vada per sempre Perché la tua presenza Aleggia ancora qui E non mi lascerà da solo
Queste ferite non sembrano voler guarire Questo dolore è fin troppo reale C’è troppo che il tempo non può cancellare Quando piangevi, avrei asciugato le tue lacrime Quando urlavi, avrei respinto tutte le tue paure
E io ho tenuto la tua mano In tutti questi anni Ma tu hai ancora tutto me stesso Eri solito affascinarmi Con la tua luce evocante Ma ora sono legato
Dalla vita che hai abbandonato Il tuo volto infesta i miei sogni Una volta piacevoli La tua voce ha scacciato Tutto il mio buonsenso
Queste ferite non sembrano voler guarire Questo dolore è fin troppo reale C’è troppo che il tempo non può cancellare Quando piangevi, avrei asciugato le tue lacrime Quando urlavi, avrei respinto tutte le tue paure
E io ho tenuto la tua mano In tutti questi anni Ma tu hai ancora tutto me stesso Ho provato ostinatamente a dirmi Che sei morto E benché tu sia ancora con me Sono stato solo sin dal principio.
Queste ferite non sembrano voler guarire Questo dolore è fin troppo reale C’è troppo che il tempo non può cancellare Quando piangevi, avrei asciugato le tue lacrime Quando urlavi, avrei respinto tutte le tue paure
E io ho tenuto la tua mano In tutti questi anni Ma tu hai ancora tutto me stesso
Call Me When You're Sober
non prendertela con me Se mi amassi, saresti qui con me Mi vuoi, vieni a cercarmi Deciditi
Avrei dovuto lasciarti cadere E perdere tutto Così forse puoi ricordare tu stesso Non posso continuare a crederti Stiamo solo mentendo a noi stessi Sono stanca di questa menzogna Sei arrivato tardi
Non prendertela con me Se mi amassi, saresti qui con me Mi vuoi, vieni a cercarmi Deciditi
Non potevo prendermi la colpa Sono stanca di provare vergogna Deve essere stancante perdere al proprio gioco Abbandonato a te stesso Non mi meraviglia che tu sia sfinito Non puoi fare la vittima questa volta Sei arrivato tardi
Non prendertela con me Se mi amassi, saresti qui con me Mi vuoi, vieni a cercarmi Deciditi
Non mi chiami mai da sobrio Ti interessa solo perchè è finita - è finita
Come ho potuto dar fuoco al paradiso? Come ho potuto? Non sei mai stato mio
Non prendertela con me Se mi amassi, saresti qui con me Non mentirmi, prendi le tue cose Ho deciso io per te
Broken
Volevo che tu sapessi che amo il modo in cui ridi Voglio tenerti di buonumore e privarti del dolore Ho la tua foto, so che mi sarà d’aiuto Voglio tenerti di buonumore e privarti del dolore
Perché sono infelice quando Sono da solo E non sto bene da quando sei andata via
Sei andata via, non mi senti più
Il peggio è passato ora e Possiamo respirare di nuovo Voglio tenerti di buonumore, tu mi liberi dal mio dolore E’ rimasto molto da imparare e nessuno da combattere Voglio tenerti di buonumore, tu mi liberi dal mio dolore
Perché sono infelice quando sono indifeso E non sento di essere forte abbastanza Perché sono infelice quando sono da solo E non sto bene da quando sei andata via. Perché sono infelice quando sono da solo E non sto bene da quando sei andata via.
Sei andata via, non mi senti più
Sanguina (Deve essere un sogno)
Come posso fingere di Non aver visto Quello che nascondi con così poca cura? L’ho vista sanguinare Mi hai sentito respirare e Io rabbrividii in me stesso E mi voltai Dev’essere un sogno
Noi tutti viviamo Noi tutti moriamo Questo però Non ti giustifica
Non è quello che sembra Non è quello che pensi No, dev’essere un sogno E’ solo nella mia mente Non è la vita reale No, dev’essere un sogno
Aiuto, so di dover dire a qualcuno Dire loro cosa hai fatto Ti temo Ma i timori, se rivelati, possono avverarsi
Noi tutti viviamo Noi tutti moriamo Questo però Non ti giustifica
Non è quello che sembra Non è quello che pensi No, dev’essere un sogno E’ solo nella mia mente Non è la vita reale No, dev’essere un sogno
Noi tutti viviamo Noi tutti moriamo Questo però Non ti giustifica
Non è quello che sembra Non è quello che pensi No, dev’essere un sogno E’ solo nella mia mente Non è la vita reale No, dev’essere un sogno
Non è quello che sembra Non quello che pensi Dev’essere un sogno Solo nella mia mente Dev’essere un sogno
MISSING
Per favore, per favore perdonami, ma non tornerò a casa. Forse un giorno ti sveglierai, ed a malapena consapevole dirai a nessuno: "Non manca qualcosa?" Non piangerai per la mia assenza, lo so... Mi hai dimenticata tanto tempo fa, sono così poco importante? Sono così insignificante? Non manca qualcosa? Nessuno sente la mia mancanza? Anche se io sono la vittima sacrificale, tu non cercherai di salvarmi, non adesso. Anche se io morirei per sapere che mi ami, sono da sola... Nessuno sente la mia mancanza? Per favore, per favore perdonami, ma non tornerò a casa. So cosa ti sei fatto, respiro a fondo e piango, "Non manca qualcosa? Nessuno sente la mia mancanza?" Anche se io sono la vittima sacrificale, tu non cercherai di salvarmi, non adesso. Anche se io morirei per sapere che mi ami, sono da sola... Nessuno sente la mia mancanza? E sei io sanguinassi, sanguinerei sapendo che non te ne importa niente e se io dormissi solo per sognare te, e mi svegliassi senza te lì Non manca qualcosa? Non manca...? Anche se io sono la vittima sacrificale, tu non cercherai di salvarmi, non adesso. Anche se io morirei per sapere che mi ami, sono da sola... Non manca niente? Nessuno sente la mia mancanza?
discussione su MSN Di oggi Pom_20/09
Fox scrive
molto probabile
Fox scrive:
visto che sei bellissima
Fox scrive:
è proprio questo che mi fa paura..............
ox scrive:
ma certo che sei speciale
Fox scrive:
sei tu che credi di non esserlo
discussione su MSN _27/09
Fox scrive:
non ci posso far nulla
Fox scrive:
ma si è naturalissimo
Fox scrive:
è una ragazza come te sia desiderata
Fox scrive:
non ci si può prender male x questo
Fox scrive:
anzi
Fox scrive:
significa che non sono solo io che ti apprezzo
Fox scrive:
non sapere che sei desiderata
Fox scrive:
xchè quello è normale
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Kokeshi Dolls |
Bambole Kokeshi |
I'm looking for clothes that suit me to a T. I can't find them no matter where I go. Form, material, and color that can express all of my inner life. Outfits that affirm I'm alive here now Elude me though I combine all the images I know. Even my parents can't find clothes for me in Japan today.
Like a limbless kokeshi doll, Like a peeled hard-boiled egg, Like a fetus waiting to be born, I watch for something. Like a just-hatched wet chick, I'm transfixed by premonitions of future joys and sorrows. I'm not yet able to express it in words. Yet my heart beats; I'm alive.
It makes little difference where you're born in this country. You're pressed, rushed, squeezed into a mold. Every rural district is mercilessly pierced by wide dreary roads and lined with tasteless megastores. But the sight of lush green mountains brings tears to my eyes. Toylike miniature waterfalls, The gray of a sea as placid as a lake, I love the delicate natural features unique to this country.
This is an age without surprises. While parliament meets to deliberate how to save a tiny bird, children kill cats. While villagers joyfully shoulder the portable shrine in the age-old festival, someone poisons the communal meal. Some people don't know what to believe in.
A brief digression: My friend's mother always keeps her nails manicured, and her unused kitchen sparkles. My friend eats only upscale-supermarket fare and fresh-baked French bread delivered by a boy. Yet my friend is loved. My mother is a farmer's daughter and her kitchen is soiled with grease. She makes delicious white rice and tempura and pickles. I'm also loved. More than the downside of there being a difference, In spite of the difference still loving and understanding each other, and growing up. I've seen too many sorts of people in this kaleidoscopic age. Now I can fearlessly meet people regardless of their looks or origins. We trust our instincts and shed our prejudices. Our spirits steadily wax more wonderful.
I like to eat, to loaf To be healthy, To be well thought of. I like money. I like to avert my eyes from unpleasant sights. Yet I don't live for these. To do what I want to do, I can go without eating, endure a rough patch, Suffer poor health, Pocket an insult, live in poverty, See much ugliness.
I don't dislike my still-juvenile self who possesses this much resolve. To live is always to see both ways. Which is a tolerable thing. I don't want TV and newspapers to report only sad events. We've only just embarked on the new journey.A |
Io cerco dei vestiti che siano perfetti per me, ma non li trovo da nessuna parte forme, tessuti e colori capaci di esprimere tutto quello che ho dentro vestiti che dicano che sono viva qui, in questo momento provo a mettere insieme tutte le immagini che conosco, ma non funziona in questo paese, oggi, nemmeno i miei genitori riescono a trovarli.
Come una bambola kokeshi come un uovo sodo senza il guscio come un feto in attesa di venire alla luce aspetto qualcosa come un pulcino appena nato ancora bagnato ho il presentimento delle cose lieti e delle cose tristi che stanno per accadere neanche questo riesco a esprimere in parole, non ancora ma mi batte il cuore, sono viva.
In questo paese, indipendentemente da dove si nasce siamo pressati, incalzati, costretti in una forma anche nella più remota campagna , è un susseguirsi di stradoni diritti e anonimi ed enormi negozi di cattivo gusto ma se guardo il verde delle montagne fitte di alberi mi vengono le lacrime agli occhi una piccola cascata che mi sembra un giocattolo il colore grigio del mare tranquillo come un lago amo questa natura delicata che c'è solo qui da noi.
Sono tempi in cui può accadere di tutto si organizzano con grande impegno convegni in difesa degli uccellini mentre i bambini uccidono i gatti la gente partecipa con gioia a un'antica festa popolare portando a spalle il palanchino sacro, e intanto qualcuno mette il veleno nel cibo di tutti molti dicono che non sanno più in cosa credere.
Forse non c'entra molto, ma c'è la madre di una mia amica che ha sempre le unghie perfettamente in ordine la sua cucina, che non viene mai usata, è tutta scintillante da loro si mangiano solo cibi comprati già pronti in raffinati negozi di gastronomia e pane francese che si fanno recapitare a casa appena sfornato ma la mia amica è amata.
Mia madre è di famiglia contadina, la mia cucina è sempre schizzata di grasso lei fa da mangiare riso bianco, tempura e verdure in salamoia, è una cuoca fantastica anch'io sono amata. Più che gli aspetti negativi delle differenze conta la possibilità di coltivare l'amore e di capirsi l'uno con l'altro la possibilità di crescere in quest'epoca che si muove vertiginosamente, non faccio che vedere gente, tante persone tutte diverse e posso incontrarle senza paura, da qualunque posto vengano, qualunque sia il loro aspetto seguendo l'istinto, abbandonando i pregiudizi la nostra anima diventa sempre più meravigliosa.
Mi piace mangiare, prendermela comoda, stare in salute, essere approvata dagli altri, il denaro, evitare di vedere le cose brutte, ma non è per questo che vivo. Per fare quello che mi interessa davvero posso anche non mangiare, avere guai, ammalarmi, essere criticata, restare senza un soldo, vedere un sacco di cose brutte fa lo stesso. Sono fiera di questa mia convinzione, per infantile che sia vivere è vedere entrambi i lati delle cose non è mica roba da poco vorrei che tv e giornali smettessero di raccontare solo cose tristi in questo mio nuovo viaggio che è ancora appena all'inizio. |


Senza la poesia
senza la fantasia
senza la capacità di sognare
siamo solo degli uomini
con la poesia e le parole
possiamo invece volare
Se io potrò impedire a
un cuore di spezzarsi non avrò vissuto invano Se allevierò il dolore di una vita
o guarirò una pena o aiuterò un pettirosso caduto a rientrare nel nido non avrò vissuto invano.
Se le mie pene future in una volta venissero ad affliggermi quest'oggi, sono così felice che- son certa- si allontanerebbero riderndo.
Se le mie gioie future in una volta venissero ad invadermi quest'oggi, non potrebbero essere così grandi come questa che mi possiede adesso

September 15 
Non è la prima. Prima ci sono state altre guerre. Alla fine dell'ultima c'erano vincitori e vinti. Fra i vinti la povera gente faceva la fame. Fra i vincitori faceva la fame la povera gente egualmente.
Veramente, vivo in tempi bui! La parola disinvolta è folle. Una fronte liscia indica insensibilità. Colui che ride probabilmente non ha ancora ricevuto la terribile notizia.
Che tempi sono questi in cui un discorso sugli alberi è quasi un reato perché comprende il tacere su così tanti crimini! Quello lì che sta tranquillamente attraversando la strada forse non è più raggiungibile per i suoi amici che soffrono?
È vero: mi guadagno ancora da vivere ma credetemi: è un puro caso. Niente di ciò che faccio mi da il diritto di saziarmi. Per caso sono stato risparmiato. (Quando cessa la mia fortuna sono perso.)
Mi dicono: "Mangia e bevi! Accontentati perché hai!" Ma come posso mangiare e bere se ciò che mangio lo strappo a chi ha fame, e il mio bicchiere di acqua manca a chi muore di sete? Eppure mangio e bevo.
Mi piacerebbe anche essere saggio. Nei vecchi libri scrivono cosa vuol dire saggio: tenersi fuori dai guai del mondo e passare il breve periodo senza paura.
Anche fare a meno della violenza ripagare il male con il bene non esaudire i propri desideri, ma dimenticare questo è ritenuto saggio. Tutto questo non mi riesce: veramente, vivo in tempi bui!
Voi, che emergerete dalla marea nella quale noi siamo annegati ricordate quando parlate delle nostre debolezze anche i tempi bui ai quali voi siete scampati.
Camminavamo, cambiando più spesso i paesi delle scarpe, attraverso le guerre delle classi, disperati quando c'era solo ingiustizia e nessuna rivolta.
Eppure sappiamo: anche l'odio verso la bassezza distorce i tratti del viso. Anche l'ira per le ingiustizie rende la voce rauca. Ah, noi che volevamo preparare il terreno per la gentilezza noi non potevamo essere gentili.
Ma voi, quando sarà venuto il momento in cui l'uomo è amico dell'uomo ricordate noi con indulgenza.


Non è la prima. Prima ci sono state altre guerre. Alla fine
dell'ultima c'erano vincitori e vinti. Fra i vinti la povera
gente faceva la fame. Fra i vincitori faceva la fame la povera gente
egualmente. Veramente, vivo in tempi bui! La parola disinvolta è folle.
Una fronte liscia indica insensibilità. Colui che ride probabilmente non
ha ancora ricevuto la terribile notizia.
Che tempi sono questi in cui un discorso sugli alberi è quasi
un reato perché comprende il tacere su così tanti crimini! Quello lì che
sta tranquillamente attraversando la strada forse non è più raggiungibile per
i suoi amici che soffrono?
È vero: mi guadagno ancora da vivere ma credetemi: è un puro
caso. Niente di ciò che faccio mi da il diritto di saziarmi. Per caso sono
stato risparmiato. (Quando cessa la mia fortuna sono perso.)
Mi dicono: "Mangia e bevi! Accontentati perché hai!" Ma come
posso mangiare e bere se ciò che mangio lo strappo a chi ha fame, e il mio
bicchiere di acqua manca a chi muore di sete? Eppure mangio e bevo.
Mi piacerebbe anche essere saggio. Nei vecchi libri scrivono
cosa vuol dire saggio: tenersi fuori dai guai del mondo e passare il breve
periodo senza paura.
Anche fare a meno della violenza ripagare il male con il
bene non esaudire i propri desideri, ma dimenticare questo è ritenuto
saggio. Tutto questo non mi riesce: veramente, vivo in tempi bui!
Voi, che emergerete dalla marea nella quale noi siamo
annegati ricordate quando parlate delle nostre debolezze anche i tempi
bui ai quali voi siete scampati.
Camminavamo, cambiando più spesso i paesi delle
scarpe, attraverso le guerre delle classi, disperati quando c'era solo
ingiustizia e nessuna rivolta.
Eppure sappiamo: anche l'odio verso la bassezza distorce i
tratti del viso. Anche l'ira per le ingiustizie rende la voce rauca. Ah,
noi che volevamo preparare il terreno per la gentilezza noi non potevamo
essere gentili.
Ma voi, quando sarà venuto il momento in cui l'uomo è amico
dell'uomo ricordate noi con indulgenza.

Tra le mille ore felici che ho trascorso nella vita, una sola in me resta per sempre: quella in cui tra mille dolori io sentii nel profondo del cuore chi per noi morì di passione.
Il mio mondo era in frantumi come se un verme lo avesse corroso, vizza la fioritura del mio cuore; ogni bene che avevo e che sognavo nella vita era chiuso in una tomba, qui stavo ancora per il mio tormento.
Piangevo sempre, anelando a fuggire lontano, e in segreto mi torturavo, davanti a me solo angoscia e inganno: la pietra del sepolcro all'improvviso come dall'alto mi fu sollevata, e si dischiuse nell'intimo il cuore.
Chi ho visto, e chi alla sua mano mi apparve, non chieda nessuno, questo soltanto vedrò in eterno; e questa sola, tra tutte le ore della mia vita, serena e aperta starà per sempre, come le mie piaghe.
Chi ti ha guardata una volta, irretito non sarà mai dalla rovina, o Madre; da te lontano, cede alla tristezza, ti amerà sempre con passione ardente, e la memoria in lui della tua grazia resta il più alto volo del suo spirito.
Mi volgo a te con devozione immensa, tu già conosci quello che mi manca. Sii tenera con me, Madre soave, dammi un segno di gioia, finalmente. Tutta la mia esistenza in te riposa, resta vicino a me solo un istante.
Più volte nei miei sogni ti ho veduta così bella, e nell'intimo amorosa; il piccolo dio che avevi tra le braccia voleva muoversi a pietà del compagno; ma tu tornasti, levando il tuo sguardo sublime, tra le nuvole in tripudio.
Me infelice! Che cosa ti ho mai fatto? Pieno di nostalgia, ti prego ancora; non sono il luogo dove la mia vita trova pace, le tue cappelle sante? Regina benedetta, prenditi questo cuore e questa vita.
Lo sai, regina amata, che sono tutto interamente tuo. Non ho goduto già da lungo tempo nel segreto del cuore la tua grazia? Quando ero ancora ignaro di me stesso succhiavo il latte al tuo beato seno.
Sei stata accanto a me infinite volte, guardavo a te con gioia di fanciullo; mi tendeva le mani – perché un giorno potesse ritrovarmi – il tuo bambino. Con dolce e tenero sorriso – oh tempo di paradiso! – un bacio tu mi davi.
Questo beato mondo ora è lontano, e già da tempo il lutto mi accompagna, perdutamente ho continuato a errare: dunque ho peccato in modo così grave? Fanciullo, tocco l'orlo del tuo manto, svegliami tu da questo grave sogno.
Solo un fanciullo può guardarti in viso, con fiducia aspettare il tuo soccorso; allora sciogli il vincolo degli anni, ch'io ritorni com'ero, il tuo bambino. Vivono in me la fedeltà, l'amore mio di fanciullo, da quel tempo d'oro.


Molti sono i miei desideri e pietoso è il mio canto ma tu
mi hai sempre salvato con duri rifiuti e questa tua potente
misericordia ha lasciato un segno profondo nella mia vita.
Giorno per giorno mi rendi degno dei semplici e grandi
doni non chiesti che mi hai dato – questo cielo e questa
luce, questo corpo, la vita e la mente – salvandomi dai pericoli di un
desiderio troppo forte.
Ci sono momenti in cui languidamente indugio e momenti in
cui mi scruto e mi impegno nella ricerca della mia meta.
Ma tu crudelmente ti nascondi alla mia vista. Giorno per
giorno mi rendi degno della tua piena accettazione con rifiuti
continui e mi salvi dai pericoli di un desiderio fiacco e confuso.
Non chiesi nulla, solo mi fermai al limite del bosco,
dietro un albero. Gli occhi dell'alba erano languidi, e la rugiada era
ancora nell'aria.
Il delicato profumo dell'erba bagnata indugiava nella
nebbia sottile che avvolgeva la terra. Sotto un banano mungevi la
mucca con le tue mani tenere, fresche come il burro.
Io me ne stavo immobile. Non dissi una parola. Fu
l'uccello che cantò, nascosto, dal cespuglio. L'albero di
mango lasciava cadere i suoi fiori sulla strada del villaggio e le api
venivano ronzando, a una a una.
Dalla parte dello stagno il cancello del tempio di Shiva
era aperto e un fedele aveva iniziato il suo canto.
Con il secchio sulle ginocchia tu mungevi la mucca. Io
rimasi con il mio secchio vuoto. Non ti venni vicino.
Il cielo si destò al suono del gong del tempio. Gli
zoccoli delle bestie che andavano al pascolo sollevavano la polvere della
strada.
Con le brocche piene posate sull'anca, le donne
venivano dal fiume. I tuoi bracciali tintinnavano e la schiuma
traboccava dal secchio.
La mattina passò e io non ti venni vicino.
Per un tuo sospiro io do sfogo a viventi note di
gioia o di dolore.
Sono una sola cosa col tuo canto, che
sia mattutino o notturno, che entri tra i raggi del sole o tra le
ombre della sera...
Se dovessi Perdermi nella fuga di questa musica, non ne
patirei, tanto questa melodia m'è cara.
Vorrei sedermi vicino a te in silenzio, ma non ne ho il
coraggio: temo che il mio cuore mi salga alle labbra.
Ecco perché parlo stupidamente e nascondo il mio cuore dietro
le parole. Tratto crudelmente il mio dolore per paura che tu faccia lo
stesso.
September 14 
Oscar Wilde – "Apologia"
È tua volontà ch'io debba turbarmi e impallidire, Barattare
il mio panno d'oro per un rustico grigio, E a piacer tuo tessere quella rete
di dolore A ogni filo più lucente corrisponde un giorno sprecato?
È tua volontà, Amore che amo così tanto, Che la Dimora
dell'Anima mia sia un luogo tormentato Dove come drudi malvagi debbano
dimorare La fiamma mai estinta, il verme che non muore?
Sì, se è la tua volontà, lo sopporterò, E venderò l'ambizione
al mercato comune, E lascerò che il cupo fallimento sia il mio vestito, E
che il dolore si scavi la tomba nel mio cuore.
Sarà meglio così, forse, almeno Non ho fatto del mio cuore un
cuore di pietra, Non ho privato la mia adolescenza del suo ampio
banchetto, Non ho viaggiato dove la Bellezza è una cosa sconosciuta.
Molti han fatto così; hanno tentato di limitare In rigidi
confini l'anima che dovrebb'essere libera, Hanno percorso la strada polverosa
del senno comune, Mentre tutta la foresta cantava di libertà,
Senza vedere come il maculato falco in volo Passava su ampie
ali nel sommo dell'aria, Diretto ove una ripida inviolata altura
montana Catturava le ultime trecce della chioma del Dio Sole.
O come il fiorellino è calpestato: La primula, quello scudo
d'oro piumato di bianco, Seguiva con occhi assorti il vagare del
sole, Contenta se una volta le sue foglie ne erano aureolate.
Ma certo è qualcosa essere stato Il più amato per un breve
tratto, Aver camminato mano in mano all'Amore, e avere visto Le sue ali
purpuree volteggiare una volta nel tuo sorriso.
Ah! Anche se il satollo aspide della passione si ciba Del mio
cuore di ragazzo, pure ho sfondato le sbarre, Sono stato faccia a faccia con
la Bellezza, ho conosciuto invero L'Amore che muove il Sole e le altre
stelle! Oscar Wilde – "Glykipikros Eros"Amore, non t'incolpo, poiché la colpa fu mia, non fossi stato di
creta comune, Avrei scalato le altezze somme, inviolate tuttora, visto l'aria
più piena, il giorno più ampio. Dalla ferocia della mia passione sprecata
avrei tratto un canto migliore, più limpido, Acceso una luce più luminosa di
più libera libertà, combattuto ingiustizie dalla testa d'Idra. Se le mie
labbra avessero avuto il dono della musica dai baci pungenti che le fecero
sanguinare, Tu avresti camminato con Beatrice e gli angeli su quel prato
verde e smalto.
Avrei percorso la strada sulla quale Dante vide rifulgere i soli
di sette cerchi, Sì! Forse avrei visto aprirsi i cieli, come si aprirono al
Fiorentino. E le potenti nazioni avrebbero incoronato me, che ora sono senza
corona e senza nome, E un'alba d'oriente mi avrebbe trovato genuflesso sulla
soglia della Casa della Fama. Mi ero seduto in quel circolo marmoreo dove il
bardo più vecchio è come il giovane E la zampogna versa eternamente miele, e
le corde della lira sono tese in eterno.
Keats avrebbe sollevato le sue chiome imenee dal vino di semi di
papavero, Con bocca di ambrosia mi avrebbe baciato in fronte, la mia mano
avrebbe serrato con la mano del nobile amore. E a primavera, quando i
germogli del melo sfiorano il seno lucido della colomba, Due giovani amanti
distesi in un frutteto avrebbero letto la storia del nostro amore. Avrebbero
letto la leggenda della mia passione, conosciuto l'amaro segreto del mio
cuore, Si sarebbero baciati come ci siamo baciati noi, ma non separati come
ora è destino che ci separiamo.
Poiché il fiore cremisi della nostra vita è divorato dal verme
della verità E nessuna mano può raccogliere i petali caduti e secchi della
rosa della giovinezza. Pure non rimpiango di averti amato – ah! Che altro
avrei dovuto fare io, un ragazzo – Poiché i famelici denti del tempo
sbranano, e gli anni dai piedi silenziosi inseguono. Senza timone, andiamo
alla deriva nella tempesta, e una volta passato il fortunale della
gioventù, Senza lira, senza liuto o coro, la Morte, pilota silenzioso,
finalmente viene.
E nella tomba non c'è piacere, poiché la cecilia si pasce della
radice, E il desiderio diventa rabbrividendo cenere, e l'albero della
passione non dà frutti. Ah! Cos'altro avrei dovuto fare se non amarti, la
madre stessa di Dio mi era meno cara, E meno cara la Citerea che si levava
come un giglio d'argento dal mare. Ho fatto la mia scelta, ho vissuto i miei
carmi, e anche se la gioventù è sparita in sogni sprecati, Ho trovato la
corona di mirto dell'amante migliore di quella d'alloro del poeta.
September 11 Non posso essere sola, mi viene a visitare una schiera di ospiti, non sono registrati, non usano la chiave, non han né vesti, né nomi, né climi, né almanacchi, ma dimore comuni, proprio come gli gnomi, messaggeri interiori ne annunciano l'arrivo, invece la partenza non è annunciata, infatti non sono mai partiti.
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Io so bene che dentro la mia stanza c'è un amico invisibile, non si rivela con qualche movimento né parla per darmi una conferma.
Non c'è bisogno che io gli trovi posto: è una cortesia più conveniente l'ospitale intuizione della sua compagnia.
La sola libertà che si concede è di essere presente. Né io né lui violiamo con un suono l'integrità di questa muta intesa.
Non non potrei mai stancarmi di lui: sarebbe come se un atomo ad un tratto si annoiasse di stare sempre insieme agli innumerevoli elementi dello spazio.
Ignoro se visti anche altri, se rimanga con loro oppure no. Ma il mio istinto lo sa riconoscere: il suo nome è Immortalità.
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| Se io potrò impedire ad un cuore di spezzarsi
non avrò vissuto invano -
Se allevierò il dolore di una vita o allevierò una pena -
O aiuterò un pettirosso caduto a rientrare nel nido
Non avrò vissuto invano.
Conosco vite della cui mancanza
non soffrirei affatto -
di altre invece ogni attimo di assenza
mi sembrerebbe eterno.
Sono scarse di numero - queste ultime -
appena due in tutto -
le prime molto di piu' di un orizzonte
di moscerini.
Mi incanta il mormorio di un'ape -
qualcuno mi chiede perchè -
piu' facile è morire che rispondere.
Il rosso sopra il colle annulla la mia volontà -
se qualcuno sogghigna stia attento
- perchè Dio è qui - questo è tutto.
La luce del mattino mi eleva di grado -
se qualcuno mi chiede come -
risponda l'artista che mi tratteggiò così.
Non avessi mai visto il sole
avrei sopportato l'ombra
ma la luce ha aggiunto al mio deserto
una desolazione inaudita.
Portare la nostra parte di notte,
la nostra parte di mattino.
Di immensa gioia riempire il nostro spazio,
il nostro spazio riempire di disprezzo.
Qui una stella, là un'altra stella.
Qualcuno smarrisce la via!
Qui una nebbia, là un'altra nebbia.
Poi, il giorno!
Tutti hanno diritto al mattino,
alla notte solo alcuni.
Alla luce dell'aurora
pochi eccelsi privilegiati.
Se avessimo le ali
per fuggire la memoria
molti volerebbero.
Abituati a esseri più lenti
gli uccelli con sgomento
scruterebbero la folla
di persone in fuga
dalla mente dell'uomo.
Non stimare lontano quello che si può avere
anche se in mezzo si stende il tramonto -
né stimare vicino ciò che standoti a fianco
è più lontano del sole.
SENSIBILITA'
La natura talvolta fa seccare
un arbusto, talvolta scalpa un albero-
il suo popolo verde lo ricorda
nel caso in cui non muoia.
Foglie stremate alle nuove stagioni
testimonioano mute -
e noi che abbiamo un'anima moriamo
più sovente, e non così vitalmente.
Se le mie pene future in una volta
venissero ad affliggermi quest'oggi,
sono così felice che- son certa-
si allontanerebbero riderndo.
Se le mie gioie future in una volta
venissero ad invadermi quest'oggi,
non potrebbero essere così grandi
come questa che mi possiede adesso.
Se tu dovessi venire in autunno
mi leverei di torno l'estate
con un gesto stizzito ed un sorrisetto,
come fa la massaia con la mosca.
Se entro un anno potessi rivederti,
avvolgerei in gomitoli i mesi,
per poi metterli in cassetti separati -
per paura che i numeri si mescolino.
Se mancassero ancora alcuni secoli,
li conterei ad uno ad uno sulla mano -
sottraendo, finchè non mi cadessero
le dita nella terra della Tasmania.
Se fossi certa che, finita questa vita,
io e te vivremo ancora -
come una buccia la butterei lontano -
e accetterei l'eternità all'istante.
Ma ora, incerta della dimensione
di questa che sta in mezzo,
la soffro come l'ape-spiritello
che non preannuncia quando pungerà.
(dedicata a F.)
Muore la parola
appena è pronunciata:
così qualcuno dice.
Io invece dico
che comincia a vivere
proprio in quel momento.
Il paradiso non è più lontano
della camera accanto -
se in quella camera
un amico attende
felicità o rovina.
Che forza c'è nell'anima
che riesce a sopportare
l'accento di un passo che si appressa -
una porta che si apre.
Come fare per dimenticare!
Ma potrebbe insegnarlo?
Si dice sia tra le arti la più facile
quando si impara il metodo.
Cuori duri son morti
nell'acquisirla, eppure
il sacrificio per la scienza adesso
è piuttosto comune.
Sono andata anche a scuola
ma non ne son uscita più informata -
il mappamondo non lo puo' insegnare
e non serve a niente il logaritmo.
"Come dimenticare"!
Venga qualche filosofo a spiegarmelo!
Ah, essere eruditi
quanto basta asaperlo!
C'è scritto in qualche libro?
In questo caso io potrei comprarlo -
E' simile a un pianeta?
I telescopi potrebbero scoprirlo -
Se invece è un'invenzione
deve avere un brevetto.
E tu, dimmi, lo sai,
rabbi del libro saggio?
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"Impossibile dormire la notte qui a Varna impossibile dormire per via di queste stelle che son troppe troppo lucide troppo vicine per via del mornorio sul greto dell'ode morte il loro sussurro le loro perle i loro ciottoli le alghe salate per via del rumore di un motore sul mare come un cuore che batte per via dei fantasmi venuti da Istanbul sorti dal Bosforo che invadono la stanza [...]"
Prima che bruci Parigi Parigi, 1958
Finchè ancora tempo,mio amore e prima che bruci Parigi finchè ancora tempo, mio amore finchè il mio cuore è sul suo ramo vorrei una notte di maggio una di queste notti sul lungosenna Voltaire baciarti sulla bocca e andando poi a Notre-Dame contempleremmo il suo rosone e a un tratto serrandoti a me di gioia paura stupore piangeresti silenziosamente e le stelle piangerebbero mischiate alla pioggia fine.
Finchè ancora tempo, mio amore e prima che bruci Parigi finchè ancora tempo, mio amore finchè il mio cuore è sul suo ramo in questa notte di maggio sul lungosenna sotto i salici, mia rosa, con te sotto i salici piangenti molli di pioggia ti direi due parole le più ripetute a Parigi le più ripetute, le più sincere scoppierei di felicità fischietterei una canzone e crederemmo negli uomini.
In alto, le case di pietra senza incavi nè gobbe appiccicate coi loro muri al chiar di luna e le loro finestre diritte che dormono in piedi e sulla riva di fronte il Louvre illuminato dai proiettori illuminato da noi due il nostro splendido palazzo di cristallo.
Finchè ancora tempo, mio amore e prima che bruci Parigi finchè ancora tempo, mio amore finchè il mio cuore è sul suo ramo in questa notte di maggio, lungo la Senna, nei depositi ci siederemmo sui barili rossi di fronte al fiume scuro nella notte per salutare la chiatta dalla cabina gialla che passa - verso il Belgio o verso l'Olanda? - davanti alla cabina una donna con un grembiule bianco sorride dolcemente.
Finchè ancora tempo, mio amore e prima che bruci Parigi finchè ancora tempo, mio amore.
Notturno in tram a Berlino Berlino Ottobre 1961
La vecchiaia la solitudine e io e poi una malinconia tutti e quattro camminiamo fianco a fianco senza parlarci
ciascuno cammina solo ma siamo l'uno a fianco dell'altro
che cosa non avremmo dato gli uni e gli altri per non sentire il rumore dei passi gli uni degli altri
dentro di noi abbiamo pietà imprechiamo gli uni contro gli altri ma ci amiamo perchè non crediamo gli uni negli altri
che cosa non avremmo dato per arrivare a un incrocio e infilare presto quattro strade diverse ma non so se uno di noi morisse se quelli che restano sarebbero contenti
la vecchiaia la solitudine e io e poi una malinconia tutti e quattro camminiamo fianco a fianco
la notte prendiamo il tram i tram che non sappiamo dove vadano
la notte i tram puliti larghi a tre vagoni ci portano in qualche luogo con stridori sferragliamenti
a un tratto si levano davanti a noi dei muri bruciati e sotto il riverbero dei lampioni marciano diritti e testardi verso di noi
delle finestre appaiono davanti a noi e vengono in folla verso di noi schiaciandosi l'una con l'altra
finestre che non hanno nè vetri nè infissi che non sono finestre delle stanze degli uomini ma finestre del vuoto
passiamo davanti alle porte senza battenti le porte che aprono su nulla
sui marciapiedi degli uomini con tre punti sopra il bracciale aspettano il tram
sono appoggiati sui loro bastoni dalle punte di gomma
non so se tutti i muti sono anche dei sordi ma certo la maggior parte dei ciechi sono dei ciechi con gli occhi aperti e le luci dei tram cadono nei loro occhi aperti ma loro non si rendono conto che la luce cade nei loro occhi
vecchie bigliettaie stanche fanno salire i ciechi sui tram
donne che mi avete guidato teneramente tenendomi per mano
a quasi tutte voi non ho dato che qualche poesia e forse un po' di tristezza
sono grato a voi tutte
traversiamo le tenebre degli spiazzi vuoti dove crescono i ciuffi d'erbacce
i tram traversano le piazze i cui palazzi barocchi sono distrutti
e le pietre bruciate spezzate si somigliano talmente che la testa ci gira e giriamo in tondo
questa città è tutta bucata perchè ha mandato i suoi soldati a distruggere altre città
ho visto città rase al suolo avevano mandato i loro soldati a distruggere altre città e i soldati delle altre città le avevano rase al suolo
ho visto città che preparavano i loro soldati per mandarli a distruggere altre città ed essere distrutte esse stesse
dei violinisti salgono in tram con le scatole dei violini sotto il braccio e i loro lunghi capelli tristi non riescono a nascondere la loro calvizie
questo agosto è forse l'ultimo agosto del mondo ha chiesto uno dei violinisti alla bigliettaia in una lingua che non conosco sulle piattaforme dei tram ci sono dei giovani in collera
credo ch'essi stessi non sappiano perchè e contro chi sono in collera
che ora sarà adesso all'Avana amore mio sarà notte o giorno
le ragazze scendono dai tram
le loro gambe sono abbastanza ben fatte
senza fare un gesto seduto dove sono le seguo e sotto il ponte di pietra sento vicinissimo al mio viso il calore delle loro bocche e volto la testa a una giovane donna che mi tocca la spalla senza ch'io sappia dov'è
i suoi capelli son paglia d'oro le sue ciglia azzurre
il suo collo bianco è lungo e rotondo
alle fermate vecchie donne terribili con cappelli di paglia nera traversano le rotaie tenendosi per mano
l'uomo seduto alla mia destra s'è inabissato dentro se stesso s'è perduto dentro se stesso
è così lo so è così che la vecchiaia comincia
tuttavia non è in mio potere non cadere nelle onde tristi
così comincia la vecchiaia
l'uomo seduto alla mia destra è caduto ancora nelle onde tristi
alla porta del deposito siamo scesi dall'ultimo tram
rientriamo a piedi
tutti e quattro
la vecchiaia la solitudine e io e poi una malinconia
quando arriviamo all'albergo il sole comincia a spuntare
nella nostra stanza apriamo la radio
parla dei vascelli cosmici.
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