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    September 26

    [::..(¯`·°»¦« spazientemente »¦«°·´¯)..::]

     
    COSA AMO
     
    •  pensare con la mia testa
    • i vizi
    • i libri
    • gli sms di buongiorno
    • i baci
    • girare per negozi
    • i gatti
    • l amicizia vera
    • i grandi amici
    • la cioccolata con ripieno alla menta
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    • la buona musica
    • parlare con persone interessanti
    • scrivere
    • i vecchi film

         

     
    COSA ODIO
     
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    • i perbenisti
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    • i falsi amici
    • i film d'amore
    •  le persone superficiali
    • i loghi
    • chi si arrende facilmente
    • chi non ragiona con la propria testa
    • chi non arriva subito al dunque ma gira intondo ai discorsi
    • il caffe'
    • le persone superficiali

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    September 23

    .¸¸.•ღ*¨*ღ(¯`♥☆WishList♥☆´¯)ღ*¨*ღ•.¸¸.



    il tempo, io credo, non è una cura al dolore.
    Con il tempo siamo in grado di modificare il nostro pensiero e il nostro agire, colorato dalle esperienze vissute.
    Mai si dimentica. Ma si impara a convivere.
    Purtroppo ce ne vuole molto di più di tempo, quando il dolore non è in relazione ad uno stato che abbiamo scelto.
    Nell’amore si è lasciati o si lascia. Ma non solo. A volte capita di doversi lasciare.
    Per decisione altrui. Per responsabilità sociale personale. Per questo ci vuole più tempo.
    Ma non devi sentirti martire. Né voler il riconoscimento della tua azione.
    Quando si è madri, si è disposti a dar via la propria vita per la felicità del figlio.
    Io credo che l’amore è un dono, a volte egoista, che facciamo verso noi stessi e verso chi amiamo.
    Quando ti sentirai libera, felice, indipendente, sicura delle tue scelte, quando forse un giorno tuo
    figlio ti dirà che non ha più bisogno completamente di te, quando sarai in pectore pronta ad
    affrontare le tue ambiguità, a voler materializzare le tue speranze, a dover tener conto solo
    ed esclusivamente del tuo sorriso, allora forse sarà trascorso il tempo necessario perché tu non debba più soffrire.
    Ognuno di noi deve compiere un percorso. Ed io credo fortemente, che è più fortunato chi deve affrontare molti ostacoli.
    Perché il senso di completezza che dà l’aver vissuto appieno la propria vita, nemmeno il più grande amore riesce a donartelo.
    Ma è pur vero che non esisterà mai un grande amore, che non porti con sé una innumerevole dose di sofferenza e desiderio.
    La felicità è il rovescio delle lacrime. Una moneta è abituata a cadere ogni volta da un lato differente.
    Rimanere in bilico è raramente credibile, se non nel ripetere esponenzialmente il divenire
    del caso. Le molteplici e mutevoli esperienze, fanno sì che ad ogni alzata di spalle,
    corrisponda una notte di sereno e meritato riposo. Decidi quindi del tuo destino, senza paure di sbagliare.
    Solo così aiuterai il tempo ad essere una cura.
    Solo essendo convinta della strada da percorrere potrai attendere che quel senso di vuoto
    venga riempito dai respiri che giorno dopo giorno produrranno vitale ed efficace esperienza.
    Che è vita. Che è amore.
    Alla faccia di chi giudica “amore” ciò che è lineare, scontato, perfino noioso.
    Forse nei film, quelli che passano su qualche rete minore nelle prime ore del pomeriggio.
    La vita invece è in prima serata.
    Almeno credo…
    ...WishList...

    Vorrei che qualcuno mi leggesse le favole
    Vorrei saper cucinare
    Vorrei saper nascondere meglio quello che provo.
    Vorrei saper esternare meglio quello che provo.
    Vorrei essere meno passionale
    Vorrei essere una bambina.
    Vorrei essere una donna.
    Vorrei essere più forte.
    Vorrei dimenticare.
    Vorrei ricordare.
    Vorrei sognare
    Vorrei saper nuotare
    Vorrei non aver la sensazione di aver visto gia tutto
    Vorrei partire e non tornare più.
    Vorrei altri gatti
    Vorrei essere più ordinata
    Vorrei essere meno maldestra.
    Vorrei smettere di violentarmi per farmi accettare
    Vorrei 1o anni di più.
    Vorrei 1o anni di meno.
    Vorrei vedere il futuro
    Vorrei che fosse sempre estate
    Vorrei non esser cosi coccolona
    Vorrei non affezionarmi alle xsone
    Vorrei essere gelosa
    Vorrei saper esser vendicativa qualche volta
    Vorrei non invecchiare mai
    Vorrei aver rischiato di meno in passato.
    Vorrei aver vinto qualche volta.
    Vorrei trovare il coraggio di morire per la mia vita.
    Vorrei una mia famiglia.
    Vorrei poter leggere nella mente degli altri
    Vorrei che nella vita non vincessero sempre i cattivi
    Vorrei che nei film non vincessero sempre i buoni
    Vorrei non essere cosi speciale
    Vorrei cambiare il mondo
    Vorrei non essere un libro aperto per chi mi guarda negli occhi
    Vorrei non arrossire
    P Playful
    E Enjoyable
    R Refreshing
    L Luscious
    A Appealing
    N Nerdy
    A Astonishing
    T Trustworthy
    U Unforgettable
    R Radiant
    A Appreciative
    L Lively
    E Emotional

        

     

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    September 20

    ★´¯`.¸.•*☆*•.♥evanescence♥.•*☆*•.¸.´¯`★



    My Immortal

     Sono così stanco di trovarmi qui
    Oppresso da tutti i miei timori infantili
    E se devi andare via
    Desidero che te ne vada per sempre
    Perché la tua presenza
    Aleggia ancora qui
    E non mi lascerà da solo


    Queste ferite non sembrano voler guarire
    Questo dolore è fin troppo reale
    C’è troppo che il tempo non può cancellare
    Quando piangevi, avrei asciugato le tue lacrime
    Quando urlavi, avrei respinto tutte le tue paure


    E io ho tenuto la tua mano
    In tutti questi anni
    Ma tu hai ancora tutto me stesso
    Eri solito affascinarmi
    Con la tua luce evocante
    Ma ora sono legato


    Dalla vita che hai abbandonato
    Il tuo volto infesta i miei sogni
    Una volta piacevoli
    La tua voce ha scacciato
    Tutto il mio buonsenso


    Queste ferite non sembrano voler guarire
    Questo dolore è fin troppo reale
    C’è troppo che il tempo non può cancellare
    Quando piangevi, avrei asciugato le tue lacrime
    Quando urlavi, avrei respinto tutte le tue paure


    E io ho tenuto la tua mano
    In tutti questi anni
    Ma tu hai ancora tutto me stesso
    Ho provato ostinatamente a dirmi
    Che sei morto
    E benché tu sia ancora con me
    Sono stato solo sin dal principio.


    Queste ferite non sembrano voler guarire
    Questo dolore è fin troppo reale
    C’è troppo che il tempo non può cancellare
    Quando piangevi, avrei asciugato le tue lacrime
    Quando urlavi, avrei respinto tutte le tue paure


    E io ho tenuto la tua mano
    In tutti questi anni
    Ma tu hai ancora tutto me stesso

     

    Call Me When You're Sober  

    non prendertela con me
    Se mi amassi, saresti qui con me
    Mi vuoi, vieni a cercarmi
    Deciditi

    Avrei dovuto lasciarti cadere
    E perdere tutto
    Così forse puoi ricordare tu stesso
    Non posso continuare a crederti
    Stiamo solo mentendo a noi stessi
    Sono stanca di questa menzogna
    Sei arrivato tardi

    Non prendertela con me
    Se mi amassi, saresti qui con me
    Mi vuoi, vieni a cercarmi
    Deciditi

    Non potevo prendermi la colpa
    Sono stanca di provare vergogna
    Deve essere stancante perdere al proprio gioco
    Abbandonato a te stesso
    Non mi meraviglia che tu sia sfinito
    Non puoi fare la vittima questa volta
    Sei arrivato tardi

    Non prendertela con me
    Se mi amassi, saresti qui con me
    Mi vuoi, vieni a cercarmi
    Deciditi

    Non mi chiami mai da sobrio
    Ti interessa solo perchè è finita - è finita

    Come ho potuto dar fuoco al paradiso?
    Come ho potuto?
    Non sei mai stato mio

    Non prendertela con me
    Se mi amassi, saresti qui con me
    Non mentirmi, prendi le tue cose
    Ho deciso io per te

     

    Broken

    Volevo che tu sapessi che amo il modo in cui ridi
    Voglio tenerti di buonumore e privarti del dolore
    Ho la tua foto, so che mi sarà d’aiuto
    Voglio tenerti di buonumore e privarti del dolore

    Perché sono infelice quando
    Sono da solo
    E non sto bene da quando sei andata via

    Sei andata via, non mi senti più

    Il peggio è passato ora e
    Possiamo respirare di nuovo
    Voglio tenerti di buonumore, tu mi liberi dal mio dolore
    E’ rimasto molto da imparare e nessuno da combattere
    Voglio tenerti di buonumore, tu mi liberi dal mio dolore

    Perché sono infelice quando sono indifeso
    E non sento di essere forte abbastanza
    Perché sono infelice quando sono da solo
    E non sto bene da quando sei andata via.
    Perché sono infelice quando sono da solo
    E non sto bene da quando sei andata via.

    Sei andata via, non mi senti più

    Sanguina (Deve essere un sogno)

    Come posso fingere di
    Non aver visto
    Quello che nascondi con così poca cura?
    L’ho vista sanguinare
    Mi hai sentito respirare e
    Io rabbrividii in me stesso
    E mi voltai
    Dev’essere un sogno

    Noi tutti viviamo
    Noi tutti moriamo
    Questo però
    Non ti giustifica

    Non è quello che sembra
    Non è quello che pensi
    No, dev’essere un sogno
    E’ solo nella mia mente
    Non è la vita reale
    No, dev’essere un sogno

    Aiuto, so di dover dire a qualcuno
    Dire loro cosa hai fatto
    Ti temo
    Ma i timori, se rivelati, possono avverarsi

    Noi tutti viviamo
    Noi tutti moriamo
    Questo però
    Non ti giustifica

    Non è quello che sembra
    Non è quello che pensi
    No, dev’essere un sogno
    E’ solo nella mia mente
    Non è la vita reale
    No, dev’essere un sogno

    Noi tutti viviamo
    Noi tutti moriamo
    Questo però
    Non ti giustifica

    Non è quello che sembra
    Non è quello che pensi
    No, dev’essere un sogno
    E’ solo nella mia mente
    Non è la vita reale
    No, dev’essere un sogno

    Non è quello che sembra
    Non quello che pensi
    Dev’essere un sogno
    Solo nella mia mente
    Dev’essere un sogno

     

     

    MISSING

    Per favore,
    per favore perdonami,
    ma non tornerò a casa.
    Forse un giorno ti sveglierai,
    ed a malapena consapevole dirai a nessuno:
    "Non manca qualcosa?"
    Non piangerai per la mia assenza,
    lo so...
    Mi hai dimenticata tanto tempo fa,
    sono così poco importante?
    Sono così insignificante?
    Non manca qualcosa?
    Nessuno sente la mia mancanza?
    Anche se io sono la vittima sacrificale,
    tu non cercherai di salvarmi,
    non adesso.
    Anche se io morirei per sapere che mi ami,
    sono da sola...
    Nessuno sente la mia mancanza?
    Per favore,
    per favore perdonami,
    ma non tornerò a casa.
    So cosa ti sei fatto,
    respiro a fondo e piango,
    "Non manca qualcosa?
    Nessuno sente la mia mancanza?"
    Anche se io sono la vittima sacrificale,
    tu non cercherai di salvarmi,
    non adesso.
    Anche se io morirei per sapere che mi ami,
    sono da sola...
    Nessuno sente la mia mancanza?
    E sei io sanguinassi, sanguinerei
    sapendo che non te ne importa niente
    e se io dormissi solo per sognare te,
    e mi svegliassi senza te lì
    Non manca qualcosa?
    Non manca...?
    Anche se io sono la vittima sacrificale,
    tu non cercherai di salvarmi,
    non adesso.
    Anche se io morirei per sapere che mi ami,
    sono da sola...
    Non manca niente?
    Nessuno sente la mia mancanza?


     

    discussione su MSN Di oggi Pom_20/09
    Fox scrive
    molto probabile
    Fox scrive:
    visto che sei bellissima
    Fox scrive:
    è proprio questo che mi fa paura..............
    ox scrive:
    ma certo che sei speciale
    Fox scrive:
    sei tu che credi di non esserlo
    discussione su MSN _27/09
    Fox scrive:
    non ci posso far nulla
    Fox scrive:
    ma si è naturalissimo
    Fox scrive:
    è una ragazza come te sia desiderata
    Fox scrive:
    non ci si può prender male x questo
    Fox scrive:
    anzi
    Fox scrive:
    significa che non sono solo io che ti apprezzo
     
    Fox scrive:
    non sapere che sei desiderata
    Fox scrive:
    xchè quello è normale

    (¯`·._.·*Banana Yoshimoto *·._.·´¯)

    Kokeshi Dolls

    Bambole Kokeshi

    I'm looking for clothes that suit me to a T.
    I can't find them no matter where I go.
    Form, material, and color that can express all of my inner life.
    Outfits that affirm I'm alive here now
    Elude me though I combine all the images I know.
    Even my parents can't find clothes for me in Japan today.

    Like a limbless kokeshi doll,
    Like a peeled hard-boiled egg,
    Like a fetus waiting to be born,
    I watch for something.
    Like a just-hatched wet chick,
    I'm transfixed by premonitions of future joys and sorrows.
    I'm not yet able to express it in words.
    Yet my heart beats; I'm alive.

    It makes little difference where you're born in this country.
    You're pressed, rushed, squeezed into a mold.
    Every rural district is mercilessly pierced by wide dreary roads and lined with tasteless megastores.
    But the sight of lush green mountains brings tears to my eyes.
    Toylike miniature waterfalls,
    The gray of a sea as placid as a lake,
    I love the delicate natural features unique to this country.

    This is an age without surprises.
    While parliament meets to deliberate how to save a tiny bird, children kill cats.
    While villagers joyfully shoulder the portable shrine in the age-old festival,
    someone poisons the communal meal.
    Some people don't know what to believe in.

    A brief digression: My friend's mother always keeps her nails manicured,
    and her unused kitchen sparkles.
    My friend eats only upscale-supermarket fare and fresh-baked French bread delivered by a boy.
    Yet my friend is loved.
    My mother is a farmer's daughter and her kitchen is soiled with grease.
    She makes delicious white rice and tempura and pickles.
    I'm also loved.
    More than the downside of there being a difference,
    In spite of the difference still loving and understanding each other, and growing up.
    I've seen too many sorts of people in this kaleidoscopic age.
    Now I can fearlessly meet people regardless of their looks or origins.
    We trust our instincts and shed our prejudices.
    Our spirits steadily wax more wonderful.

    I like to eat, to loaf
    To be healthy,
    To be well thought of.
    I like money.
    I like to avert my eyes from unpleasant sights.
    Yet I don't live for these.
    To do what I want to do,
    I can go without eating, endure a rough patch,
    Suffer poor health,
    Pocket an insult, live in poverty,
    See much ugliness.

    I don't dislike my still-juvenile self who possesses this much resolve.
    To live is always to see both ways.
    Which is a tolerable thing.
    I don't want TV and newspapers to report only sad events.
    We've only just embarked on the new journey.A
    Io cerco dei vestiti che siano perfetti per me, ma non li trovo da nessuna parte
     forme, tessuti e colori capaci di esprimere tutto quello che ho dentro
    vestiti che dicano che sono viva qui, in questo momento
    provo a mettere insieme tutte le immagini che conosco, ma non funziona
    in questo paese, oggi, nemmeno i miei genitori riescono a trovarli.

    Come una bambola kokeshi
    come un uovo sodo senza il guscio
    come un feto in attesa di venire alla luce
    aspetto qualcosa
    come un pulcino appena nato ancora bagnato
    ho il presentimento delle cose lieti e delle cose tristi che stanno per accadere
    neanche questo riesco a esprimere in parole, non ancora
    ma mi batte il cuore, sono viva.

    In questo paese, indipendentemente da dove si nasce
    siamo pressati, incalzati, costretti in una forma
    anche nella più remota campagna , è un susseguirsi di stradoni diritti e anonimi
    ed enormi negozi di cattivo gusto
    ma se guardo il verde delle montagne fitte di alberi mi vengono le lacrime agli occhi
    una piccola cascata che mi sembra un giocattolo
    il colore grigio del mare tranquillo come un lago
    amo questa natura delicata che c'è solo qui da noi.

    Sono tempi in cui può accadere di tutto
    si organizzano con grande impegno convegni in difesa degli uccellini
    mentre i bambini uccidono i gatti
    la gente partecipa con gioia a un'antica festa popolare portando a spalle
    il palanchino sacro, e intanto qualcuno mette il veleno nel cibo di tutti
    molti dicono che non sanno più in cosa credere.

    Forse non c'entra molto, ma c'è la madre di una mia amica che ha sempre
    le unghie perfettamente in ordine
    la sua cucina, che non viene mai usata, è tutta scintillante
    da loro si mangiano solo cibi comprati già pronti
    in raffinati negozi di gastronomia
    e pane francese che si fanno recapitare a casa appena sfornato
    ma la mia amica è amata.

    Mia madre è di famiglia contadina, la mia cucina è sempre schizzata di grasso
    lei fa da mangiare riso bianco, tempura e verdure in salamoia, è una cuoca fantastica
    anch'io sono amata.
    Più che gli aspetti negativi delle differenze
    conta la possibilità di coltivare l'amore e di capirsi l'uno con l'altro
    la possibilità di crescere
    in quest'epoca che si muove vertiginosamente, non faccio che vedere gente,
    tante persone tutte diverse
    e posso incontrarle senza paura, da qualunque posto vengano,
    qualunque sia il loro aspetto
    seguendo l'istinto, abbandonando i pregiudizi
    la nostra anima diventa sempre più meravigliosa.

    Mi piace
    mangiare, prendermela comoda,
    stare in salute,
    essere approvata dagli altri, il denaro,
    evitare di vedere le cose brutte,
    ma non è per questo che vivo.
    Per fare quello che mi interessa davvero
    posso anche non mangiare, avere guai,
    ammalarmi,
    essere criticata, restare senza un soldo,
    vedere un sacco di cose brutte
    fa lo stesso.
    Sono fiera di questa mia convinzione, per infantile che sia
    vivere è vedere entrambi i lati delle cose
    non è mica roba da poco
    vorrei che tv e giornali smettessero di raccontare solo cose tristi
    in questo mio nuovo viaggio
    che è ancora appena all'inizio.

    (¯`°♥•.¸(¯`ღ Emily Dickinson2´¯)¸.•♥°´¯)

     
     
     
    Senza la poesia
     
    senza la fantasia
     
    senza la capacità di sognare
     
    siamo solo degli uomini
     
    con la poesia e le parole
     
    possiamo invece volare
     
     
      
     
     
    Se io potrò impedire a
    un cuore di spezzarsi
    non avrò vissuto invano
    Se allevierò il dolore di una vita
    o guarirò una pena
    o aiuterò un pettirosso caduto a rientrare nel nido
    non avrò vissuto invano.

      

    Se le mie pene future in una volta
    venissero ad affliggermi quest'oggi,
    sono così felice che- son certa-
    si allontanerebbero riderndo.

    Se le mie gioie future in una volta
    venissero ad invadermi quest'oggi,
    non potrebbero essere così grandi
    come questa che mi possiede adesso
      
     
     
     
     
     
     
     
    -

     

     

     

     

    September 15

    Bertolt Brecht

    Non è la prima. Prima
    ci sono state altre guerre.
    Alla fine dell'ultima
    c'erano vincitori e vinti.
    Fra i vinti la povera gente
    faceva la fame. Fra i vincitori
    faceva la fame la povera gente egualmente.




    Veramente, vivo in tempi bui!
    La parola disinvolta è folle. Una fronte liscia
    indica insensibilità. Colui che ride
    probabilmente non ha ancora ricevuto
    la terribile notizia.

    Che tempi sono questi in cui
    un discorso sugli alberi è quasi un reato
    perché comprende il tacere su così tanti crimini!
    Quello lì che sta tranquillamente attraversando la strada
    forse non è più raggiungibile per i suoi amici
    che soffrono?

    È vero: mi guadagno ancora da vivere
    ma credetemi: è un puro caso. Niente
    di ciò che faccio mi da il diritto di saziarmi.
    Per caso sono stato risparmiato.
    (Quando cessa la mia fortuna sono perso.)

    Mi dicono: "Mangia e bevi! Accontentati perché hai!"
    Ma come posso mangiare e bere se
    ciò che mangio lo strappo a chi ha fame, e
    il mio bicchiere di acqua manca a chi muore di sete?
    Eppure mangio e bevo.

    Mi piacerebbe anche essere saggio.
    Nei vecchi libri scrivono cosa vuol dire saggio:
    tenersi fuori dai guai del mondo e passare
    il breve periodo senza paura.

    Anche fare a meno della violenza
    ripagare il male con il bene
    non esaudire i propri desideri, ma dimenticare
    questo è ritenuto saggio.
    Tutto questo non mi riesce:
    veramente, vivo in tempi bui!

    Voi, che emergerete dalla marea
    nella quale noi siamo annegati
    ricordate
    quando parlate delle nostre debolezze
    anche i tempi bui
    ai quali voi siete scampati.

    Camminavamo, cambiando più spesso i paesi delle scarpe,
    attraverso le guerre delle classi, disperati
    quando c'era solo ingiustizia e nessuna rivolta.

    Eppure sappiamo:
    anche l'odio verso la bassezza
    distorce i tratti del viso.
    Anche l'ira per le ingiustizie
    rende la voce rauca. Ah, noi
    che volevamo preparare il terreno per la gentilezza
    noi non potevamo essere gentili.

    Ma voi, quando sarà venuto il momento
    in cui l'uomo è amico dell'uomo
    ricordate noi
    con indulgenza.



    Bertolt Brecht

    Non è la prima. Prima
    ci sono state altre guerre.
    Alla fine dell'ultima
    c'erano vincitori e vinti.
    Fra i vinti la povera gente
    faceva la fame. Fra i vincitori
    faceva la fame la povera gente egualmente.




    Veramente, vivo in tempi bui!
    La parola disinvolta è folle. Una fronte liscia
    indica insensibilità. Colui che ride
    probabilmente non ha ancora ricevuto
    la terribile notizia.

    Che tempi sono questi in cui
    un discorso sugli alberi è quasi un reato
    perché comprende il tacere su così tanti crimini!
    Quello lì che sta tranquillamente attraversando la strada
    forse non è più raggiungibile per i suoi amici
    che soffrono?

    È vero: mi guadagno ancora da vivere
    ma credetemi: è un puro caso. Niente
    di ciò che faccio mi da il diritto di saziarmi.
    Per caso sono stato risparmiato.
    (Quando cessa la mia fortuna sono perso.)

    Mi dicono: "Mangia e bevi! Accontentati perché hai!"
    Ma come posso mangiare e bere se
    ciò che mangio lo strappo a chi ha fame, e
    il mio bicchiere di acqua manca a chi muore di sete?
    Eppure mangio e bevo.

    Mi piacerebbe anche essere saggio.
    Nei vecchi libri scrivono cosa vuol dire saggio:
    tenersi fuori dai guai del mondo e passare
    il breve periodo senza paura.

    Anche fare a meno della violenza
    ripagare il male con il bene
    non esaudire i propri desideri, ma dimenticare
    questo è ritenuto saggio.
    Tutto questo non mi riesce:
    veramente, vivo in tempi bui!

    Voi, che emergerete dalla marea
    nella quale noi siamo annegati
    ricordate
    quando parlate delle nostre debolezze
    anche i tempi bui
    ai quali voi siete scampati.

    Camminavamo, cambiando più spesso i paesi delle scarpe,
    attraverso le guerre delle classi, disperati
    quando c'era solo ingiustizia e nessuna rivolta.

    Eppure sappiamo:
    anche l'odio verso la bassezza
    distorce i tratti del viso.
    Anche l'ira per le ingiustizie
    rende la voce rauca. Ah, noi
    che volevamo preparare il terreno per la gentilezza
    noi non potevamo essere gentili.

    Ma voi, quando sarà venuto il momento
    in cui l'uomo è amico dell'uomo
    ricordate noi
    con indulgenza.



    novalis

    Tra le mille ore felici
    che ho trascorso nella vita,
    una sola in me resta per sempre:
    quella in cui tra mille dolori
    io sentii nel profondo del cuore
    chi per noi morì di passione.

    Il mio mondo era in frantumi
    come se un verme lo avesse corroso,
    vizza la fioritura del mio cuore;
    ogni bene che avevo e che sognavo
    nella vita era chiuso in una tomba,
    qui stavo ancora per il mio tormento.

    Piangevo sempre, anelando a fuggire
    lontano, e in segreto mi torturavo,
    davanti a me solo angoscia e inganno:
    la pietra del sepolcro all'improvviso
    come dall'alto mi fu sollevata,
    e si dischiuse nell'intimo il cuore.

    Chi ho visto, e chi alla sua mano
    mi apparve, non chieda nessuno,
    questo soltanto vedrò in eterno;
    e questa sola, tra tutte le ore
    della mia vita, serena e aperta
    starà per sempre, come le mie piaghe.


    Chi ti ha guardata una volta, irretito
    non sarà mai dalla rovina, o Madre;
    da te lontano, cede alla tristezza,
    ti amerà sempre con passione ardente,
    e la memoria in lui della tua grazia
    resta il più alto volo del suo spirito.

    Mi volgo a te con devozione immensa,
    tu già conosci quello che mi manca.
    Sii tenera con me, Madre soave,
    dammi un segno di gioia, finalmente.
    Tutta la mia esistenza in te riposa,
    resta vicino a me solo un istante.

    Più volte nei miei sogni ti ho veduta
    così bella, e nell'intimo amorosa;
    il piccolo dio che avevi tra le braccia
    voleva muoversi a pietà del compagno;
    ma tu tornasti, levando il tuo sguardo
    sublime, tra le nuvole in tripudio.

    Me infelice! Che cosa ti ho mai fatto?
    Pieno di nostalgia, ti prego ancora;
    non sono il luogo dove la mia vita
    trova pace, le tue cappelle sante?
    Regina benedetta,
    prenditi questo cuore e questa vita.

    Lo sai, regina amata,
    che sono tutto interamente tuo.
    Non ho goduto già da lungo tempo
    nel segreto del cuore la tua grazia?
    Quando ero ancora ignaro di me stesso
    succhiavo il latte al tuo beato seno.

    Sei stata accanto a me infinite volte,
    guardavo a te con gioia di fanciullo;
    mi tendeva le mani – perché un giorno
    potesse ritrovarmi – il tuo bambino.
    Con dolce e tenero sorriso – oh tempo
    di paradiso! – un bacio tu mi davi.

    Questo beato mondo ora è lontano,
    e già da tempo il lutto mi accompagna,
    perdutamente ho continuato a errare:
    dunque ho peccato in modo così grave?
    Fanciullo, tocco l'orlo del tuo manto,
    svegliami tu da questo grave sogno.

    Solo un fanciullo può guardarti in viso,
    con fiducia aspettare il tuo soccorso;
    allora sciogli il vincolo degli anni,
    ch'io ritorni com'ero, il tuo bambino.
    Vivono in me la fedeltà, l'amore
    mio di fanciullo, da quel tempo d'oro.




    Rabindranath Tagore

    Molti sono i miei desideri
    e pietoso è il mio canto
    ma tu mi hai sempre salvato
    con duri rifiuti
    e questa tua potente misericordia
    ha lasciato un segno profondo
    nella mia vita.

    Giorno per giorno mi rendi degno
    dei semplici e grandi doni
    non chiesti
    che mi hai dato
    – questo cielo e questa luce,
    questo corpo, la vita e la mente –
    salvandomi dai pericoli
    di un desiderio troppo forte.

    Ci sono momenti in cui
    languidamente indugio
    e momenti in cui
    mi scruto e mi impegno
    nella ricerca della mia meta.

    Ma tu crudelmente
    ti nascondi alla mia vista.
    Giorno per giorno mi rendi degno
    della tua piena accettazione
    con rifiuti continui
    e mi salvi dai pericoli
    di un desiderio fiacco e confuso.




    Non chiesi nulla,
    solo mi fermai al limite
    del bosco, dietro un albero.
    Gli occhi dell'alba
    erano languidi,
    e la rugiada era ancora nell'aria.

    Il delicato profumo dell'erba bagnata
    indugiava nella nebbia
    sottile che avvolgeva
    la terra. Sotto un banano mungevi la mucca
    con le tue mani tenere,
    fresche come il burro.

    Io me ne stavo immobile.
    Non dissi una parola.
    Fu l'uccello che cantò,
    nascosto, dal cespuglio.
    L'albero di mango
    lasciava cadere i suoi fiori sulla strada del villaggio
    e le api venivano ronzando, a una a una.

    Dalla parte dello stagno
    il cancello del tempio
    di Shiva era aperto
    e un fedele aveva iniziato
    il suo canto.

    Con il secchio
    sulle ginocchia
    tu mungevi la mucca.
    Io rimasi con il mio secchio vuoto.
    Non ti venni vicino.

    Il cielo si destò al suono
    del gong del tempio.
    Gli zoccoli delle bestie
    che andavano al pascolo sollevavano la polvere
    della strada.

    Con le brocche piene
    posate sull'anca,
    le donne venivano
    dal fiume.
    I tuoi bracciali
    tintinnavano e la schiuma traboccava dal secchio.

    La mattina passò e io
    non ti venni vicino.

    Per un tuo sospiro
    io do sfogo
    a viventi note
    di gioia
    o di dolore.

    Sono una sola cosa
    col tuo canto,
    che sia
    mattutino
    o notturno,
    che entri
    tra i raggi del sole
    o tra le ombre
    della sera...

    Se dovessi
    Perdermi nella fuga
    di questa musica,
    non ne patirei,
    tanto
    questa melodia
    m'è cara.




    Vorrei sedermi vicino a te in silenzio,
    ma non ne ho il coraggio: temo che
    il mio cuore mi salga alle labbra.

    Ecco perché parlo stupidamente e nascondo
    il mio cuore dietro le parole.
    Tratto crudelmente il mio dolore per paura
    che tu faccia lo stesso.










    September 14

    Poesie oscar wilde


    Oscar Wilde – "Apologia"

    È tua volontà ch'io debba turbarmi e impallidire,
    Barattare il mio panno d'oro per un rustico grigio,
    E a piacer tuo tessere quella rete di dolore
    A ogni filo più lucente corrisponde un giorno sprecato?

    È tua volontà, Amore che amo così tanto,
    Che la Dimora dell'Anima mia sia un luogo tormentato
    Dove come drudi malvagi debbano dimorare
    La fiamma mai estinta, il verme che non muore?

    Sì, se è la tua volontà, lo sopporterò,
    E venderò l'ambizione al mercato comune,
    E lascerò che il cupo fallimento sia il mio vestito,
    E che il dolore si scavi la tomba nel mio cuore.

    Sarà meglio così, forse, almeno
    Non ho fatto del mio cuore un cuore di pietra,
    Non ho privato la mia adolescenza del suo ampio banchetto,
    Non ho viaggiato dove la Bellezza è una cosa sconosciuta.

    Molti han fatto così; hanno tentato di limitare
    In rigidi confini l'anima che dovrebb'essere libera,
    Hanno percorso la strada polverosa del senno comune,
    Mentre tutta la foresta cantava di libertà,

    Senza vedere come il maculato falco in volo
    Passava su ampie ali nel sommo dell'aria,
    Diretto ove una ripida inviolata altura montana
    Catturava le ultime trecce della chioma del Dio Sole.

    O come il fiorellino è calpestato:
    La primula, quello scudo d'oro piumato di bianco,
    Seguiva con occhi assorti il vagare del sole,
    Contenta se una volta le sue foglie ne erano aureolate.

    Ma certo è qualcosa essere stato
    Il più amato per un breve tratto,
    Aver camminato mano in mano all'Amore, e avere visto
    Le sue ali purpuree volteggiare una volta nel tuo sorriso.

    Ah! Anche se il satollo aspide della passione si ciba
    Del mio cuore di ragazzo, pure ho sfondato le sbarre,
    Sono stato faccia a faccia con la Bellezza, ho conosciuto invero
    L'Amore che muove il Sole e le altre stelle!





    Oscar Wilde – "Glykipikros Eros"


    Amore, non t'incolpo, poiché la colpa fu mia, non fossi stato di creta comune,
    Avrei scalato le altezze somme, inviolate tuttora, visto l'aria più piena, il giorno più ampio.
    Dalla ferocia della mia passione sprecata avrei tratto un canto migliore, più limpido,
    Acceso una luce più luminosa di più libera libertà, combattuto ingiustizie dalla testa d'Idra.
    Se le mie labbra avessero avuto il dono della musica dai baci pungenti che le fecero sanguinare,
    Tu avresti camminato con Beatrice e gli angeli su quel prato verde e smalto.

    Avrei percorso la strada sulla quale Dante vide rifulgere i soli di sette cerchi,
    Sì! Forse avrei visto aprirsi i cieli, come si aprirono al Fiorentino.
    E le potenti nazioni avrebbero incoronato me, che ora sono senza corona e senza nome,
    E un'alba d'oriente mi avrebbe trovato genuflesso sulla soglia della Casa della Fama.
    Mi ero seduto in quel circolo marmoreo dove il bardo più vecchio è come il giovane
    E la zampogna versa eternamente miele, e le corde della lira sono tese in eterno.

    Keats avrebbe sollevato le sue chiome imenee dal vino di semi di papavero,
    Con bocca di ambrosia mi avrebbe baciato in fronte, la mia mano avrebbe serrato con la mano del nobile amore.
    E a primavera, quando i germogli del melo sfiorano il seno lucido della colomba,
    Due giovani amanti distesi in un frutteto avrebbero letto la storia del nostro amore.
    Avrebbero letto la leggenda della mia passione, conosciuto l'amaro segreto del mio cuore,
    Si sarebbero baciati come ci siamo baciati noi, ma non separati come ora è destino che ci separiamo.

    Poiché il fiore cremisi della nostra vita è divorato dal verme della verità
    E nessuna mano può raccogliere i petali caduti e secchi della rosa della giovinezza.
    Pure non rimpiango di averti amato – ah! Che altro avrei dovuto fare io, un ragazzo –
    Poiché i famelici denti del tempo sbranano, e gli anni dai piedi silenziosi inseguono.
    Senza timone, andiamo alla deriva nella tempesta, e una volta passato il fortunale della gioventù,
    Senza lira, senza liuto o coro, la Morte, pilota silenzioso, finalmente viene.

    E nella tomba non c'è piacere, poiché la cecilia si pasce della radice,
    E il desiderio diventa rabbrividendo cenere, e l'albero della passione non dà frutti.
    Ah! Cos'altro avrei dovuto fare se non amarti, la madre stessa di Dio mi era meno cara,
    E meno cara la Citerea che si levava come un giglio d'argento dal mare.
    Ho fatto la mia scelta, ho vissuto i miei carmi, e anche se la gioventù è sparita in sogni sprecati,
    Ho trovato la corona di mirto dell'amante migliore di quella d'alloro del poeta.











    September 11

    Emily Dickinson poesie sugli angeli

    Non posso essere sola,
    mi viene a visitare
    una schiera di ospiti,
    non sono registrati,
    non usano la chiave,
    non han né vesti, né nomi,
    né climi, né almanacchi,
    ma dimore comuni,
    proprio come gli gnomi,
    messaggeri interiori
    ne annunciano l'arrivo,
    invece la partenza
    non è annunciata, infatti
    non sono mai partiti.

     
     

    Io so bene che dentro la mia stanza
    c'è un amico invisibile,
    non si rivela con qualche movimento
    né parla per darmi una conferma.

    Non c'è bisogno che io gli trovi posto:
    è una cortesia più conveniente
    l'ospitale intuizione
    della sua compagnia.

    La sola libertà che si concede
    è di essere presente.
    Né io né lui violiamo con un suono
    l'integrità di questa muta intesa.

    Non non potrei mai stancarmi di lui:
    sarebbe come se un atomo ad un tratto
    si annoiasse di stare sempre insieme
    agli innumerevoli elementi dello spazio.

    Ignoro se visti anche altri,
    se rimanga con loro oppure no.
    Ma il mio istinto lo sa riconoscere:
    il suo nome è Immortalità.

     

     

    poesie di Emily Dickinson

    Se io potrò impedire ad un cuore di spezzarsi non avrò vissuto invano - Se allevierò il dolore di una vita o allevierò una pena - O aiuterò un pettirosso caduto a rientrare nel nido Non avrò vissuto invano.

    Conosco vite della cui mancanza non soffrirei affatto - di altre invece ogni attimo di assenza mi sembrerebbe eterno. Sono scarse di numero - queste ultime - appena due in tutto - le prime molto di piu' di un orizzonte di moscerini.

    Mi incanta il mormorio di un'ape - qualcuno mi chiede perchè - piu' facile è morire che rispondere. Il rosso sopra il colle annulla la mia volontà - se qualcuno sogghigna stia attento - perchè Dio è qui - questo è tutto. La luce del mattino mi eleva di grado - se qualcuno mi chiede come - risponda l'artista che mi tratteggiò così.

    Non avessi mai visto il sole avrei sopportato l'ombra ma la luce ha aggiunto al mio deserto una desolazione inaudita.

    Portare la nostra parte di notte, la nostra parte di mattino. Di immensa gioia riempire il nostro spazio, il nostro spazio riempire di disprezzo. Qui una stella, là un'altra stella. Qualcuno smarrisce la via! Qui una nebbia, là un'altra nebbia. Poi, il giorno!

    Tutti hanno diritto al mattino, alla notte solo alcuni. Alla luce dell'aurora pochi eccelsi privilegiati.

    Se avessimo le ali per fuggire la memoria molti volerebbero. Abituati a esseri più lenti gli uccelli con sgomento scruterebbero la folla di persone in fuga dalla mente dell'uomo.

    Non stimare lontano quello che si può avere anche se in mezzo si stende il tramonto - né stimare vicino ciò che standoti a fianco è più lontano del sole.

    SENSIBILITA' La natura talvolta fa seccare un arbusto, talvolta scalpa un albero- il suo popolo verde lo ricorda nel caso in cui non muoia. Foglie stremate alle nuove stagioni testimonioano mute - e noi che abbiamo un'anima moriamo più sovente, e non così vitalmente.

    Se le mie pene future in una volta venissero ad affliggermi quest'oggi, sono così felice che- son certa- si allontanerebbero riderndo. Se le mie gioie future in una volta venissero ad invadermi quest'oggi, non potrebbero essere così grandi come questa che mi possiede adesso.

    Se tu dovessi venire in autunno mi leverei di torno l'estate con un gesto stizzito ed un sorrisetto, come fa la massaia con la mosca. Se entro un anno potessi rivederti, avvolgerei in gomitoli i mesi, per poi metterli in cassetti separati - per paura che i numeri si mescolino. Se mancassero ancora alcuni secoli, li conterei ad uno ad uno sulla mano - sottraendo, finchè non mi cadessero le dita nella terra della Tasmania. Se fossi certa che, finita questa vita, io e te vivremo ancora - come una buccia la butterei lontano - e accetterei l'eternità all'istante. Ma ora, incerta della dimensione di questa che sta in mezzo, la soffro come l'ape-spiritello che non preannuncia quando pungerà. (dedicata a F.)

    Muore la parola appena è pronunciata: così qualcuno dice. Io invece dico che comincia a vivere proprio in quel momento.

    Il paradiso non è più lontano della camera accanto - se in quella camera un amico attende felicità o rovina. Che forza c'è nell'anima che riesce a sopportare l'accento di un passo che si appressa - una porta che si apre.

    Come fare per dimenticare! Ma potrebbe insegnarlo? Si dice sia tra le arti la più facile quando si impara il metodo. Cuori duri son morti nell'acquisirla, eppure il sacrificio per la scienza adesso è piuttosto comune. Sono andata anche a scuola ma non ne son uscita più informata - il mappamondo non lo puo' insegnare e non serve a niente il logaritmo. "Come dimenticare"! Venga qualche filosofo a spiegarmelo! Ah, essere eruditi quanto basta asaperlo! C'è scritto in qualche libro? In questo caso io potrei comprarlo - E' simile a un pianeta? I telescopi potrebbero scoprirlo - Se invece è un'invenzione deve avere un brevetto. E tu, dimmi, lo sai, rabbi del libro saggio?

    poesie di Nazim Hikmet

     
     
     
     
     

     

    "Impossibile dormire la notte qui a Varna
    impossibile dormire
    per via di queste stelle che son troppe
    troppo lucide troppo vicine
    per via del mornorio sul greto dell'ode morte
    il loro sussurro
    le loro perle
    i loro ciottoli
    le alghe salate
    per via del rumore di un motore sul mare come un cuore che batte
    per via dei fantasmi
    venuti da Istanbul
    sorti dal Bosforo
    che invadono la stanza [...]"

     

     

    Prima che bruci Parigi
    Parigi, 1958

    Finchè ancora tempo,mio amore
    e prima che bruci Parigi
    finchè ancora tempo, mio amore
    finchè il mio cuore è sul suo ramo
    vorrei una notte di maggio
    una di queste notti
    sul lungosenna Voltaire
    baciarti sulla bocca
    e andando poi a Notre-Dame
    contempleremmo il suo rosone
    e a un tratto serrandoti a me
    di gioia paura stupore
    piangeresti silenziosamente
    e le stelle piangerebbero
    mischiate alla pioggia fine.

    Finchè ancora tempo, mio amore
    e prima che bruci Parigi
    finchè ancora tempo, mio amore
    finchè il mio cuore è sul suo ramo
    in questa notte di maggio sul lungosenna
    sotto i salici, mia rosa, con te
    sotto i salici piangenti molli di pioggia
    ti direi due parole le più ripetute a Parigi
    le più ripetute, le più sincere
    scoppierei di felicità
    fischietterei una canzone
    e crederemmo negli uomini.

    In alto, le case di pietra
    senza incavi nè gobbe
    appiccicate
    coi loro muri al chiar di luna
    e le loro finestre diritte che dormono in piedi
    e sulla riva di fronte il Louvre
    illuminato dai proiettori
    illuminato da noi due
    il nostro splendido palazzo
    di cristallo.

    Finchè ancora tempo, mio amore
    e prima che bruci Parigi
    finchè ancora tempo, mio amore
    finchè il mio cuore è sul suo ramo
    in questa notte di maggio, lungo la Senna, nei depositi
    ci siederemmo sui barili rossi
    di fronte al fiume scuro nella notte
    per salutare la chiatta dalla cabina gialla che passa
    - verso il Belgio o verso l'Olanda? -
    davanti alla cabina una donna
    con un grembiule bianco
    sorride dolcemente.

    Finchè ancora tempo, mio amore
    e prima che bruci Parigi
    finchè ancora tempo, mio amore.

     

     

    Notturno in tram a Berlino Berlino
    Ottobre 1961

    La vecchiaia la solitudine e io e poi una malinconia tutti
    e quattro camminiamo fianco a fianco senza parlarci

    ciascuno cammina solo ma siamo l'uno a fianco dell'altro

    che cosa non avremmo dato gli uni e gli altri per non sentire
    il rumore dei passi gli uni degli altri

    dentro di noi abbiamo pietà imprechiamo gli uni contro
    gli altri ma ci amiamo perchè non crediamo gli uni negli altri

    che cosa non avremmo dato per arrivare a un incrocio e infilare presto
    quattro strade diverse ma non so se uno di noi morisse se quelli che restano sarebbero contenti

    la vecchiaia la solitudine e io e poi una malinconia tutti e
    quattro camminiamo fianco a fianco

    la notte prendiamo il tram i tram che non sappiamo dove vadano

    la notte i tram puliti larghi a tre vagoni ci portano in
    qualche luogo con stridori sferragliamenti

    a un tratto si levano davanti a noi dei muri bruciati e sotto
    il riverbero dei lampioni marciano diritti e testardi verso di noi

    delle finestre appaiono davanti a noi e vengono in folla verso
    di noi schiaciandosi l'una con l'altra

    finestre che non hanno nè vetri nè infissi che non sono finestre
    delle stanze degli uomini ma finestre del vuoto

    passiamo davanti alle porte senza battenti le porte che aprono su nulla

    sui marciapiedi degli uomini con tre punti sopra il bracciale aspettano il tram

    sono appoggiati sui loro bastoni dalle punte di gomma

    non so se tutti i muti sono anche dei sordi ma certo la maggior parte dei ciechi sono dei ciechi con gli occhi aperti e le luci dei tram cadono nei loro occhi aperti ma loro non si rendono conto che la luce cade nei loro occhi

    vecchie bigliettaie stanche fanno salire i ciechi sui tram

    donne che mi avete guidato teneramente tenendomi per mano

    a quasi tutte voi non ho dato che qualche poesia e forse un po' di tristezza

    sono grato a voi tutte

    traversiamo le tenebre degli spiazzi vuoti dove crescono i ciuffi d'erbacce

    i tram traversano le piazze i cui palazzi barocchi sono distrutti

    e le pietre bruciate spezzate si somigliano talmente che la testa
    ci gira e giriamo in tondo

    questa città è tutta bucata perchè ha mandato i suoi soldati a distruggere altre città

    ho visto città rase al suolo avevano mandato i loro soldati a distruggere altre città e i soldati delle altre città le avevano rase al suolo

    ho visto città che preparavano i loro soldati per mandarli
    a distruggere altre città ed essere distrutte esse stesse

    dei violinisti salgono in tram con le scatole dei violini sotto
    il braccio e i loro lunghi capelli tristi non riescono a
    nascondere la loro calvizie

    questo agosto è forse l'ultimo agosto del mondo ha chiesto uno dei violinisti alla bigliettaia in una lingua che non conosco
    sulle piattaforme dei tram ci sono dei giovani in collera

    credo ch'essi stessi non sappiano perchè e contro chi sono in collera

    che ora sarà adesso all'Avana amore mio sarà notte o giorno

    le ragazze scendono dai tram

    le loro gambe sono abbastanza ben fatte

    senza fare un gesto seduto dove sono le seguo e sotto il ponte
    di pietra sento vicinissimo al mio viso il calore delle loro bocche e volto la testa a una giovane donna che mi tocca la spalla senza ch'io sappia dov'è

    i suoi capelli son paglia d'oro le sue ciglia azzurre

    il suo collo bianco è lungo e rotondo

    alle fermate vecchie donne terribili con cappelli di
    paglia nera traversano le rotaie tenendosi per mano

    l'uomo seduto alla mia destra s'è inabissato dentro se stesso
    s'è perduto dentro se stesso

    è così lo so è così che la vecchiaia comincia

    tuttavia non è in mio potere non cadere nelle onde tristi

    così comincia la vecchiaia

    l'uomo seduto alla mia destra è caduto ancora nelle onde tristi

    alla porta del deposito siamo scesi dall'ultimo tram

    rientriamo a piedi

    tutti e quattro

    la vecchiaia la solitudine e io e poi una malinconia

    quando arriviamo all'albergo il sole comincia a spuntare

    nella nostra stanza apriamo la radio

    parla dei vascelli cosmici.